lunedì 26 luglio 2010

Sai che mi han detto?

Una volta cammino per strada, penso ai miei affari, ai miei problemi cerco una soluzione mentalmente mentre vago per le vie della mia città in cerca dell'ultimo libro di "Vargas" per allietare l'anima; fa freddo, penso che forse da un momento all'altro possa rimanere bloccata per congelamento in mezzo alla strada , ma vado avanti.. a testa bassa, ho paura di guardare davanti, ho paura di guardare in faccia la realtà e di vedere cose che non vorrei vedere, o notare cose che non dovrebbero accadere ma che mi circondano come una nube di gas soporifero che piano piano addormenta la mia mente , stanca ormai di pensare : si sono una gran vigliacca ora, voglio scappare dalle bruttezze ed orrori che vagano qua intorno.

Ma sai che mi han detto?
Mi han detto che si può alzare quella testa, camminare a testa alta guardando in faccia le persone , anche quello sconosciuto che ti passa di fianco, lo guardi dritto negli occhi ed entra a far parte della tua vita per quei tre secondi sufficienti a farti capire che lui è come te..



 Lui deve avere i tuoi stessi diritti , i tuoi doveri, le tue uguali possibilità , in farmacia, al supermercato, per strada, al ristorante , in panetteria a scuola ovunque deve essere trattato come te.
E per favore , non chiamarlo con soprannomi che lo facciano sentire diverso , o che lo facciano sentire male, non offenderlo con strane battute.
Anche lui potrebbe insultarti nella maniera in cui lo fai tu, ma "perchè lui è così intelligente da non farlo" e tu invece NO?

Mi han detto che tu non puoi prenderti questo stra maledetto diritto di farlo sentire inferiore a te..
"Perchè LUI è come TE"

Combattiamo per l'integrazione degli stranieri.

1 commento:

  1. .-.
    avevam avuto una discussione. e pian piano mi sono allontanata perchè avevo la sensazione che ti stessi allontanando.

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